
L’antica civiltà egizia è stata la prima ad addomesticare i gatti, all’incirca nel 2000 a.C.. gli egizi si resero conto che il gatto, animale intelligente, proteggeva la casa e i granai da topi, ratti e serpenti. Presto il gatto divenne un animale sacro e venerato ed ascese nei reami di una dea. Si credette che il gatto fosse la reincarnazione della dea Bastet.
Bastet è una dea molto interessante, ed è anche la ragione per cui i gatti moderni godono di tanta stima e non sono considerati animali nocivi. E’ la dea dell’amore, della gioia, del piacere, della danza e del canto, e al tempo veniva considerata una gran festaiola. Tale era il suo potere che uccidere o ferire un gatto era proibito, e il reato veniva punito con la pena capitale.
Si credeva che un giorno Bastet avrebbe cavalcato nel cielo insieme a suo padre Ra, il dio del sole, proteggendolo dai suoi nemici. Sempre vigile, fu anche conosciuta come « l’occhio sacro che sempre guarda », o « utchat » da cui deriva probabilmente la parola gatto. Di notte si trasformava in gatto, e con la sua vista prodigiosa proteggeva il padre dal suo peggior nemico, Apep, il serpente. Si credeva che Bastet avesse ucciso il serpente malvagio, e benedicesse il Nilo e i fertili terreni assicurando raccolti abbondanti –in seguito divenne anche la dea della fertilità.
A Bubastis costruirono un tempio a lei dedicato che ospitava diverse statue in bronzo a forma di gatto, e tanti gatti in carne ed ossa. Quando i gatti morivano venivano mummificati e sepolti nel tempio. Lungo le sponde del Nilo sono stati scoperti molti cimiteri di gatti.
La parte più piacevole del culto era la festa di Bastet, celebrata il 31 ottobre. Si beveva e si ballava a dismisura, e i bambini non potevano partecipare. sul Nilo galleggiavano chiatte piene di donne, fiori e vino. Si dice che si trattasse di riti sensuali, pieni di musica e danze, il primo stadio dello strip tease e delle danze erotiche.
Su un versante più delicato, era conosciuta come la protettrice dei gatti, dei bambini e delle donne, una dea di amore, fertilità e nascita, protettrice contro le malattie infettive. Piccole immagini della dea venivano regalate alle giovani coppie perchè fossero benedette dalla nacita di figli.
Gli egizi divennero talmente devoti alla dea Bastet ed ai gatti che promulgarono leggi per impedirne l’esportazione. I mercanti fenici riuscirono a contrabbandarne alcuni nei paesi del Mediterraneo e si pensa che i nostri soriani ne siano i discendenti diretti.
Dopo la fine della lunga era faraonica e la venerazione di tanti dei e dee, furono scoperte moltissime statue di Bastet, adorne di ori, con le code che accompagnano il corpo girate verso destra, doni, profumi e tesori. Anche oggi in molte case si trovano statue di Bastet che proteggono la famiglia.
Perchè non regalare un monile di Bastet alla fidanzata, o tenerlo per sè ? Ci ricorda di tutto cio’ che è felino e femminile. La dea gatto ci insegna ad apprezzare il piacere, il relax, la bellezza rigogliosa, i profumi, e il non essere mai a disposizione di nessuno. Che dea ! e chi sa che momenti piacevoli ti regalerà ! in più è un bell’ornamento, che ha bisogno solo di sguardi ammirati, niente cibo, latte o lettiere. Che compagnia perfetta !